I sentieri, le carrarecce, le rogge disegnano una fitta rete
di percorsi dove il perdersi non è poi così dolce come il “naufragar” di Leopardiana
memoria. Le zanzare, il sole cocente, l’orizzonte piatto e lontano suscitano un
sentimento di angoscioso smarrimento che ci obbliga a vigilare
attentamente sui segnali che indicano il
percorso. Come Ulisse si è perso nella terra dei lotofagi noi rischiamo di
smarrirci nelle terre dei “risofagi”
| Paola nella terra dei risofagi |
| Il tormento delle zanzare |
Poi però, improvvisamente, altre immagini ci ridonano lo
slancio vitale necessario a raggiungere la meta. Questa è la Lomellina, bella
ma impegnativa.
| Garzetta |
| Nel parco del Ticino |
| Andiamo avanti |
Ecco l’Emilia dove il rosso dei mattoni è presente in ogni
costruzione. Le piantagioni di mais subentrano al riso, ma sia pur con lentezza
il paesaggio cambia mentre ci avviciniamo agli Appennini: lievi ondulazioni si
sostituiscono alla orizzontalità della pianura, cambiano le coltivazioni, muta la
luce, il clima è piacevolmente fresco.
| Finestra di granaio |
| Finalmente un’ombra! |
| Castello di Casola |
| Abbazia di Chiaravalle |
| Nel chiostro dell’abbazia |
Benedetto sei pellegrino
se scopri che il cammino
ti apre gli occhi
su ciò che non si vede.
Benedetto sei pellegrino
se cerchi la verità
e fai del cammino la vita
e della vita un cammino.
Benedetto sei pellegrino
se scopri che il cammino
è silenzio
il silenzio è preghiera
e la preghiera l’Incontro.
(dal Cammino
di Santiago)
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