sabato 20 luglio 2013
San Giovanni Rotondo - Monte Sant'Angelo
ARRIVATI!! Eravamo talmente veloci che abbiamo rischiato di finire in mare. Anche il cielo si è commosso al nostro arrivo ed ha cominciato a lacrimare, per fortuna poco. Ma come dice un vecchio adagio "Pellegrino bagnato, pellegrino fortunato". Senza perdere un minuto ci siamo recati alla grotta di San Michele, un posto veramente unico, per ringraziarlo del riguardo che ha avuto per noi durante l'intero percorso. Fuori l'ambiente è quello classico (e scontato) dei santuari: bancarelle, souvenir, ecc. La grotta rimane fortunatamente un luogo isolato e unico. Peccato che i preparativi per un matrmonio tolgano un po di suggestione all'ambiente. Ma oggi non sottilizziamo molto e ci godiamo la nostra meta. Ad accoglierci 2 nostri amici Donatella e Gabriele, in vacanza sul Gargano. Anche questa è una bella novità: trovare dei volti noti per condividere la gioia del momento. Le fatiche sono già dietro le spalle e l'euforia del momento ci fa dimenticare che siamo ancora gravati dai nostri zaini: forse è un bene perché la leggerezza che ci pervade ci farebbe volare.
Le riflessioni finali le rimandiamo a quando arriveremo a casa e potremo analizzare con maggior distacco tutto quello che ci è successo e ricordare con affetto i volti delle persone conosciute.
Siamo arrivati ad una nuova meta e siamo contenti, ma dove andremo adesso? Chi avrà la pazienza di seguirci lo scoprirà presto.
A tutti un grande grandissimo abbraccio.
PAOLA E ANDREA
giovedì 18 luglio 2013
Santa Maria di Stignano - San Giovanni Rotondo
Penultima tappa: San Giovanni Rotondo. Prima impressione: un paese che vive su quanto fatto da Padre Pio. Ci siamo arrivati in un batter d'occhio. Il fresco mattutino ci ha fatto raggiungere velocemente S. Marco in Lamis. Siamo poi saliti a visitare il convento di S. Matteo e da lì siamo discesi verso S. Giovanni: alle 11.45 suoniamo il campanello delle suore che ci ospitano per la notte. Siamo accolti da due suore un po' "strane". La prima, straniera, tutta euforica e curiosa un po' ridanciana; la seconda, più anziana e flemmatica, che si occupa della nostra registrazione ufficiale. In 2 non sanno fornirci tutte le indicazioni che servono per muoversi nell'istituto. E così dobbiamo continuamente rintracciarle per farci spiegare il perchè e il percome di questa o quella situazione. La procedura per uscire è complessa e non può essere spiegata qui. Siamo comunque ben sistemati se si trascura il fatto che sotto di noi i muratori stanno lavorando per ingrandire la scuola materna. Siamo ormai alle ultime battute sul nostro lavoro di pellegrini: si perché ogni giorno quando si arriva occorre lavare ed asciugare i panni "odorosi" di sudore. Paola svolge le funzioni di lavatrice, Andrea quelle di centrifuga e asciugatura. La centrifuga è di tipo statico: non è che Andrea ruoti i panni a mo' di durlindana sopra la sua testa; si limita a strizzarli in modo energico. La fase di asciugatura prevede poi il posizionamento di un filo in un bagno (asciugatura interna) o su un poggiolo, terrazzo, giardino messo a disposizione da chi ci ospita (asciugatura esterna). Un terzo modo è dato dall'asciugatura mobile quando la biancheria ancora umida viene fissata sullo zaino. In quest'ultimo caso il rischio è che qualche pezzo rimanga appeso a qualche albero.
Nel pomeriggio siamo stati alle chiese di Padre Pio. Affontare questo discorso è estremamente difficile: ci sono aspetti che urtano la ns sensibilità, altri che rientrano nella normalità di una vita religiosa intensamente vissuta. Di sicuro una popolazione ne beneficia e questo può essere un bene. Noi ci mettiamo in "umiltà di cuore" per cercare di cogliere il vero significato che emerge da questa visita.
Il rischio è che si banalizzi tutto.
A tutti un abbraccio
Paola e Andrea
mercoledì 17 luglio 2013
Castelnuovo della Daunia - Torremaggiore
Siamo a Torremaggiore una grossa cittadina nel Tavoliere. L'abbiamo raggiunta in tempi di record un po' per il nostro passo e un po' per cause contingenti: il traffico e la sporcizia. Il primo, molto pericoloso ha fatto brontolare Paola per l'intero percorso. "Lunga e diritta correva la strada" ma più ancora correvano gli automobilisti e si sorpassavano in continuazione e ci preoccupavano quelli che il sorpasso lo facevano proveniendo da dietro di noi. Un po' di credito accumulato durante il pellegrinaggio ce lo siamo fumati mandando a quel paese i più scalmanati. La sporcizia al bordo della strada impediva qualsiasi ipotesi di sosta e ci costringeva a camminare in continuazione.
Fatto sta che in 5 ore abbiamo percorso 22 km. Il pomeriggio/sera abbiamo assistito alla messa e alla processione per la Madonna del Carmelo (protettrice dei muratori) con tanto di banda e spari di mortaretti (roba da professionisti). La statua avanzava in mezzo alla nebbia ma la Madonna era abituata: non così Paola.
Domani altra tappa di pianura, ma questa è un'altra storia.
Un abbraccio a tutti
Paola e Andrea
lunedì 15 luglio 2013
San Marco La Catola (Avellaneta) - Castelnuovo della Daunia
Siamo alle ultime tappe e piano piano scendiamo di quota avvicinandoci al Tavoliere. Ma questa discesa non è mai semplice perché prevede continue risalite e così anche oggi ci siamo fatti + di 600 m di dislivello. Un percorso, quello odierno, molto bello soprattutto fuori strada tra pinete e boschi di latifoglie. Il problema che abbiamo incontrato era relativo all'individuazione del percorso vista la scarsità delle indicazioni. La guida descrive alcuni passaggi come "tunnel nel verde", ma l'unica cosa certa è il verde, la galleria la dobbiamo fare noi nuova di zecca. Paola in questi frangenti manda avanti Andrea dicendogli che lei di gallerie non se ne intende. Oggi non ci son stati incontri e in 5 ore siamo giunti a destinazione a Castelnuovo della Daunia. Arrivando siamo passati davanti ad un carcere praticamente finito e mai entrato in funzione e che adesso sta cadendo in rovina. Il ns B&B aveva un nome strano "bedhouse" che detto al telefono si poteva interpretare sia così com'era scritto che "badhouse" (casa cattiva) che ci ha fatto immediatamente pensare al carcere. Comunque per i pellegrini riadattano le celle dei conventi ma non ancora quelle delle carceri. In compenso chi ci accoglie ha anche una casa in legno piantata in giardino e subito pensavamo fosse dedicata a noi. Abbiamo avuto un brivido ma tutto si è risolto per il meglio (quando Valentina pubblicherà le foto capirete).
Un abbraccio a tutti
Paola e Andrea
domenica 14 luglio 2013
Pietracatella - S. Marco La Catola
Oggi siamo scesi dai 700 m di Pietracatella ai 150 m del fondovalle per poi risalire sull'altro versante ai 690 di S. Marco in Catola. "Far e disfar l'è tuto un laorar". Anche se può sembrare strano è stata più difficoltosa la discesa della salita. Siamo scesi tra erba (alta) inzuppata di pioggia (mattutina) fango argilloso che ci appesantiva di qualche chilo gli scarponi e tedeva a farci scivolare. Ed uno scivolamento era da evitare per non cacciarsi in guai più seri. Siamo arrivat sul fondovalle con i piedi completamente bagnati. A questo punto abbiamo camminato per un paio di chilometri lungo la statale visto che il traffico era scarso.
La salita successiva l'abbiamo affrontata con un bel sole che ci ha fatto sudare come non mai. Ma oggi per la prima volta abbiamo mangiato fichi e pere SSA(Senza Sorveglianza Armata). Di questo abbiamo ringraziato il buon Dio e, senza far tanto rumore, anche il proprietario del campo. Adesso siamo alloggiati in una azienda agrituristica spersa sui monti della Daunia ma dotata di piscina che noi non potremo usare perchè come dice il saggio "ci no g'à denti g'à pan". Perchè è vero che c'è la piscina ma mancano le forze per restare a galla. E poi il tempo sta cambiando!
Intanto un caro abbraccio a todos.
Paola e Andrea
sabato 13 luglio 2013
Ripalimosani - Pietracatella
Oggi abbiamo unito due tappe definite facili per lunghezza e per dislivello, ma come dice Paola se due tappe sono facili la loro somma non dà lo stesso risultato. Cosi ci siamo "pertegati" 28 km e 600 m di dislivello in salita. Sulla guida le salite venivano definite brevi (ma anche sul concetto di breve Paola dissente) e uniche (e qui Paola vorrebbe aprire un forum per definire esattamente cosa si intende per salita). Ma Andrea non è d'accordo con queste polemiche tanto si sa che Paola conta le balle. (vedere foto se Valentina pubblica).
Ma veniamo agli aspetti più interessanti di oggi. A Toro abbiamo conosciuto il sindaco in persona che voleva radunare la banda ma noi abbiamo declinato la gentilezza: non eravamo all'altezza di altri illustri concittadini. Ha origini toresi Toquinho tanto che qui si fa un festival in suo onore. Anche il regista del film "L'era glaciale 4" ha origini toresi e lo aspettano quest'estate per la cittadinanza onoraria. Andrea, visto il colore scuro della pelle, era preoccupato perché è vero che suo nonno era di Caldiero ma come ci è arrivato? Non è che sia partito da Toro! Se fosse così l'intera storia italiana andrebbe riscritta. Meglio svicolare in silenzio. È andata meglio con Giovanni un esercente di un negozio di alimentari che ci ha donato, come sua consuetudine, una bottiglietta di acqua fresca.
Il resto del viaggio è avvenuto sotto un sole cocente, ma ci ha permesso di vedere una casa scivolata, tutta intera per 20 m e si è fermata più in basso un po' inclinata: secondo noi non avevano fatto gli allacciamenti. Non so se pagherà lMU per una seconda abitazione o il bollo per una roulotte. Arriviamo a Pietracatella e, come al solito, si scatena un temporale estivo: il nostro c.... funziona ancora!
Un abbraccio a tutti
Paola e Andrea
venerdì 12 luglio 2013
Sant'Elena Sannita - Ripalimosani
Carissimi, riprendiamo le comunicazioni da Ripalimosani. Eravamo in silenzio perché ci sentivamo spiati. No, non dagli USA o dalla Gran Bretagna o dalla Germania e nemmeno dalla Cina: eravamo spiati dal "paron de l'albero de sirese" che belle rosse ci invitavano a prenderle. E siccome lo sguardo era torvo abbiamo preferito il silenzio di "rete". Siamo partiti presto da Sant'Elena Sannita per evitare il caldo che invece ci ha asfissiato per gran parte del percorso, soprattutto sulle numerose salite che si sono presentate oggi (+ di 800 m). Il percorso è stato interessante per i piccoli centri attraversati: Casalciprano, Castropignano e Ripalimosani che, guarda caso, sono arroccati su colli ripidi. In compenso abbiamo incontrato varie persone e alle 10 avevamo già preso 3 caffè con un ritardo complessivo di circa un'ora. Ma é proprio questo il bello del ns camminare, l'incontro con le persone. Adesso siamo ospitati in una magione nobile con mobili antichi più vecchi di noi ma ancora in buono stato e un campanile che suona ogni quarto d'ora. Vedremo stanotte.
Un abbraccio
Paola e Andrea
Carpinone - Sant'Elena Sannita
Dopo aver salutato Maria riprendiamo la ns strada verso Sant'Elena Sannita. La mattina è umida ma il sole splende e ci garantisce un percorso tranquillo. La tappa odierna è relativamente facile e ci permette la visita ai borghi attraversati:. Castelpetroso, San Michele in Grotte e Macchiagodena. Tra tutti San Michele ci dà la possibilità di visitare una cripta affrescata e recuperata da pochi anni e contemporaneamente ci nega la visita alla grotta di S. Michele: gentilezza e trascuratezza hanno determinato la ns visita. Ma quello che abbiamo visto ci ha entusiasmato. Tutti i paesi risultano arroccati e il semplice giro del borgo si traduce per noi in una notevole fatica per le scale che dobbiamo scendere e salire. Paola, sempre scatenata, non rallenta un istante per paura del temporale e così arriviamo a Sant'Elena prima delle 13 e nessuno è pronto ad accoglierci. Per fortuna il paese è piccolo e basta spargere la voce che questa si trasmette di porta in porta fino ad arrivare alla persona titolare delle chiavi. Oggi siamo alloggiati in locali della parrocchia, in modo più che buono (abbiamo anche la lavatrice) e stasera ci cuciniamo una cenetta a due. Dovremo fare un salto in chiesa per procurarci le candele. Intanto fuori imperversa l'ennesimo temporale estivo che siamo riusciti ad avitare per un soffio. Quanto potrà resistere la nostra fortuna? In attesa di conoscere la risposta vi abbracciamo tutti.
Paola e Andrea
Carovilli - Carpinone
Non ci siamo dimenticati di scrivere né persi per i boschi molisani. Abbiamo avuto una sospensione della rete: forse siamo spiati! Ma questo non ci impedisce di avanzare. Oggi ritentiamo l'avventura del tratturo. Il sole splendente rende più facile ogni cosa ma la pioggia di ieri lascia il segno: quando passiamo sull'erba ci bagnamo scarponi e calze, quando camminiamo sulla terra questa ci si incolla agli scarponi e li appesantisce. In conclusione siamo umidi e affannati. Ma il tratturo quest'oggi ci porta facilmente a Pescolanciano un bellissimo paese con rupe e annesso castello. Di qui a fino al passo Totila ci muoviamo su asfalto poi su sentiero ghiaioso-erboso-fangoso e infine ruscelloso tanto che i piedi che cominciavano ad asciugare tornano nella loro precedente umidità. Da Sessano a Carpinone ancora asfalto. Ma anche oggi evitiamo di un soffio il temporale: quando si dice c.....! Qui siamo alloggiati presso Maria una simpatica signora con la quale entriamo subito in relazione. A parte i dolcetti che ci fa trovare e che Andrea apprezza con entusiasmo, Maria lavora ancora al tombolo e ci dà un dimostrazione della sua abilità e dei lavori fatti. Ma sono soprattutto i dialoghi che proseguono per tutto il pomeriggio per continuare dopo cena che caratterizzano la ns sosta a Carpinone. La simpatia non si può improvvisare! E così nella speranza che la pioggia lasci il posto al sereno andiamo a riposare.
Un abbraccio a tutti
Paola e Andrea
martedì 9 luglio 2013
Ateleta - Carovilli
Siamo entrati nel Molise e abbiamo percorso dei tratti del tratturo Celano-Foggia. Un tratturo di norma è largo 111,6 m ed è proprio un "erbal fiume silente". Peccato che nel frattempo le pecore abbiano smesso di passare e la vegetazione sia talmente cresciuta che si fa fatica a passare. Da questo punto di vista oggi la tappa è stata difficoltosa per l'erba e le sterpaglie che erano ad altezza d'uomo (anche di donna), per l'orientamento perchè i segnali erano sotto erba, per le salite, e per il temporale che ogni giorno ci minaccia e che oggi ci ha consentito di arrivare in tempo prima di scatenarsi. La temperatura si è ancora abbassata ma noi siamo ospitati in un sottotetto molto romantico che riscalda i cuori. Oddio, sarà anche romantico ma pone seri problemi ortostatici: ci si muove piegati per non sbattere la testa in qualche spigolo. Non vi dico la doccia: per lavarsi la testa occorre aprire il lucernario. Non so cosa penserà la gente! I letti sono orizzontali ma anche un 45 di piedi può essere abbondante. Ma quando il cuore è caldo le ossa possono anche scricchiolare!
A tutti un grande abbraccio
Paola e Andrea
lunedì 8 luglio 2013
Pescocostanzo - Ateleta
Arrivati ad Ateleta, ultimo paese d'Abruzzo. Domani si entra in Molise. Oggi il nostro percorso si è discostato da quanto previsto nella guida. Abbiamo seguito le indicazioni di Giuseppe il gestore del B&B e ci siamo avventurati lungo un sentiero di cui non possedevamo carte ma solo indicazioni verbali. E difatti abbiamo sbagliato l'imbocco, ma il "giovane esploratore Andrea (e non Tobia di degregoriana memoria)" ha preso in mano la situazione e risolto l'inconveniente. Il sentiero in salita non era particolarmente facile soprattutto per il fango che ci attanagliava i piedi e per il bosco che non permetteva visioni ampie del percorso. Ma dopo 2 ore e mezza siamo arrivati a Pietransieri contenti di esser stati in mezzo alla natura del parco naturale della Maiella e non sull'asfalto. A Pietransieri (eccidio nazista) ci fermiamo ad un bar a bere qualchecosa e un giovane (Claudio) impressionato dalla nostra avventura in mezzo alla natura d'Abruzzo decide di offrirci quanto avevamo ordinato. Anche questa è accoglienza! Dopo la bevuta solo 6 km di strada asfaltata ma in discesa.
Un abbraccio a tutti
Paola e Andrea
domenica 7 luglio 2013
Sulmona - Pescocostanzo
Siamo partiti da Sulmona con l'animo sereno per in buon trattamento che ci è stato riservato all'hotel ma con la certezza che 2 km in più alla fine avrebbero pesato.
Lasciata la patria dei confetti (orco che boni!) ci scarpiniamo 35 km tondi tondi su asfalto con un dislivello di 1150 m complessivi e arriviamo a Pescocostanzo a 1395 m di altitudine. Aria fine di montagna, ma montagna da pensionati. Gli ultimi km sono stati i peggiori con il paese all'orizzonte che non si avvicinava mai. Per strada abbiamo preso un bell'acquazzone che ci ha costretti ad indossare il poncho. Nonostante i vestimenti Andrea sosteneva di aspettare sotto un'albero, Paola scalpitava inarrestabile: questa donna una volta avviata non si trova più l'interruttore per bloccarne il moto. Fortunatamente la pioggia è durata poco e abbiamo avuto modo di asciugarci. La sistemazione è buona e il morale non accenna a calare. C'è da dire che gli spettacoli che la natura ci offre sono superbamente suggestivi e questo ci dà forza per continuare.
A tutti un caro abbraccio
Paola e Andrea
sabato 6 luglio 2013
Castelvecchio Subequo - Sulmona
Ci sentiamo in forze e decidiamo di unire due tappe per un totale di 26 km e circa 500 m di dislivello. Arriviamo a Sulmona dove abbiamo prenotato una stanza ancora giovedì. Il primo tratto di percorso e molto bello anche se in salita perché attraversa zone coltivate e zone boschive. Alle 9.45 siamo a Raiano dove avrebbe dovuto terminare la 1° tappa. Dopo una sosta partiamo per Sulmona inseguiti da un temporale che fa miracolosamente allungare le gambe a Paola. Ci salviamo dalla pioggia ma non da un disastro peggiore: hanno ceduto ad altri la nostra camera! Cosa fare? Non ci sono problemi ne troviamo un'altra in un albergo "vicino", ma è a 1km , allora prezzo di favore (- 2€), e poi dei camminatori come noi hanno paura di 1km ( in realtà sono 2)? E adesso che abbiamo raggiunto l'accordo (con un mare di parole da far girare la testa anche a un gufo) suggelliamo il tutto con una stretta di mano ed un caffè. Così va il mondo da queste parti. E poi i pellegrini possono arrabbiarsi? imprecare? No giammai. E così per visitare Sulmona dobbiamo scarpinarci 4 km + quelli necessari per la visita. Domani poi allungheremo la tappa (di 33 km e 1000m di dislivello) di 2km. Mai come ora ci sentiamo in forma!
Un abbraccio a tutti
Paola e Andrea
Celano - Castelvecchio Subequo
Oggi siamo stati nel paese del vento. Partiti da Celano siamo saliti ad Aielli dove il vento cominciava a farsi sentire, ma ancora niente in confronto con quello che spirava sulla dorsale di Collarmele e dove avevano istituito un parco eolico con una trentina di pale: il posto giusto! Il vento spirava contro di noi o lateralmente rendendo difficoltosi i nostri passi. Ci sembrava di andare in salita anche quando il sentiero scendeva. Paola era preoccupata di non perdere l'equilibrio Andrea era preoccupato per la capigliatura. Ognuno ha i suoi pensieri! Ma la parte più bella e stata l'attraversamento dell'altopiano di Baullo: un autentico mare d'erba colorato da centinaia di fiori, percorso da cervi, sorvolato da uccelli di vario tipo (gheppio, upupa, gazza e altri che non conosciamo). Certo il percorso è stato duro sia per il dislivello che per la lunghezza ma ne è valsa la pena!
Un abbraccio a tutti
Paola e Andrea
giovedì 4 luglio 2013
Rocca di Mezzo - Celano
È andata bene! L'alloggio a Rocca di Mezzo era in una casa di accoglienza e spirtualità con pochi ospiti e per lo più anziani. La cena della sera ci ha riservato una minestrina calda con farfalline, bistecchina di pollo ai ferri e patatine fritte. Frutta fresca e non "pomi coti" come paventava Paola. Abbiamo conosciuto don Vincenzo appartenente ad un ordine a noi sconosciuto col quale abbiamo scambiato impressioni e considerazioni varie. Oltre che garantirci un prezzo di favore e un panino per il pranzo di oggi ci ha fatturato tutto!
Oggi il tempo non è clemente e partiamo sotto la pioggia ma la tappa non è lunga e non ci fa paura. Quando smette di piovere fa caldo (soprattutto sotto il poncho) e così andiamo avanti togliendo e mettendo protezioni a seconda del tempo. Da Rovere ad Ovindoli ci accompagna un cagnone che trova in noi la sua compagnia ideale: così non possiamo dire che non c'era un cane.
Dopo Ovindoli in poco più di un'oretta arriviamo a Celano anche se Andrea deve tornare indietro per cercare il cappello da pioggia distrattamente smarrito lungo il percorso. Celano si presta ad una visita dell'imponente castello che lo domina, ma questo dopo un riposino. Un abbraccio a tutti.
Paola e Andrea
Santo Spirito d'Ocre - Rocca di Mezzo
Siamo a Rocca di Mezzo dopo una scarpinata di 21,7 km e 817m di dislivello in salita. È una località di villeggiatura sia estiva che invernale ma per la verità vediamo poco movimento. Pare non abbia risentito del terremoto come altri paesi che abbiamo attraversato oggi. Il caldo è arrivato e l'unione caldo e salita ci ha provati in modo più significativo del solito. Adesso siamo ospiti del parroco in una struttura che non riusciamo ancora ad identificare: casa di accoglienza? Casa per persone con problemi? Casa di riposo? Saremo più precisi in seguito ma siamo certi di rientrare in qualsiasi tipologia. Qualche preoccupazione sul menu. Evviva!
Un abbraccio
Paola e Andrea
martedì 2 luglio 2013
L'Aquila - Santo Spirito d'Ocre
Oggi tappa breve e con poche difficoltà. Dobbiamo andare piano perché a S.Spirito d'Ocre non aprono prima delle 14. Ce la mettiamo tutta per ritardare ma le nostre gambe vanno a velocità regolare e alle 13 siamo già arrivati. Il paese di Fossa che è qui vicino è disabitato e impercorribile anche a piedi a causa del terremoto del 2009. Anche il paese di Monticchio (dove ci siamo fatti un panino visto che i frati che ci ospitavano a L'Aquila non prevedevano la colazione) mostra i segni evidenti del terremoto.Come si può notare oggi ci sembrava di stare a casa: Monticchio al posto di Montecchio, Fossa al posto di Fosse, e non ci siamo fatti mancare un Cerro. E poi si parla di differenze! Il posto che ci ospita è in monastero fortezza privato che domina la valle. E' un posto eccezionale e naturalmente conosciuto da inglesi: secondo noi sono spie!
Un abbraccio
Andrea e Paola
lunedì 1 luglio 2013
Villagrande di Tornimparte - L'Aquila
Siamo all'Aquila. Siamo arrivati dopo una tappa relativamente corta e poco impegnativa (solo 410 m di dislivello e 16 km). La giornata è calda e l'arrivo a L'Aquila avviene su strada asfaltata, stretta e trafficata. Ma incontriamo subito la fontana dalle 99 cannelle. Splendida! Da qui cominciamo a salire lungo il centro storico: una desolazione. I crolli non sono stati molti ma praticamente tutti gli edifici risultano lesionati e inagibili. Ci muoviamo in perfetta solitudine. Di tanto in tanto vediamo operai che lavorano in ristrutturazioni. Mancano anche gli animali: si può affermare con certezza che non c'è nemmeno un cane. La chiesa di S Bernardino mostra solo la facciata e tutto il resto è sostenuto da ponteggi. A S Maria di Collemaggio e andata meglio: la facciata è perfetta, l'interno è praticabile anche se una parte è irrimediabilmente perduta e il resto è sostenuto da ponteggi e rinforzi. Su suggerimento di Tino abbiamo disperatamente cercato il tartufo al cioccolato con il centerbe ma ci è andata male e ci è rimasta la voglia: eppure sarebbe stato un buon ausilio al cammino, ma forse era doping. O no?
Un abbraccio
Paola e Andrea
Fiamignano - Villagrande di Tornimparte
Abbiamo passato il confine Lazio/Abruzzo. Il percorso ( molto su strada asfaltata) è stato costantemente il salita fino ai 1350 m del passo di Castglione che segna il confine con l'Abruzzo.Li sopra un sole finalmente brillante, un,aria frizzante, una visuale splendida sulla conca dell'Aquila e dei monti circostanti ci ha procurato un piacere unico. Non sentvamo più i morsi della fame (ci eravamo mangiati pane e pecorino) ma solo l'appagamento della natura. Siamo velocemente scesi a Piagge dove abbiamo trovato alloggio nel B&B del sig. Alberto che ci ha ristorati con un antipasto di salumi e mozzarella locali, penne al pomodoro e pancetta, grigliata mista con insalata fresca dell'orto, anguria fresca, vino, dolce e caffè. Come vedete le fatiche del cammino sono tante!
Un abbraccio
Paola e Andrea
Borgo San Pietro - Fiamignano
Oggi il percorso ci ha riservato piacevoli sorprese: panorami a 180°sulla valle e sul lago del Salto, sentieri finalmente di montagna, una natura esuberante, silenzi ottimi per la meditazione. Infatti stiamo scoprendo luoghi di eremitaggo e di preghiera. Adesso siamo a Corso una frazione del comune di Fiamignano. Il tempo per il momento tiene anche se la minaccia di pioggia, sempre presente, si realizza solo dal tardo pomeriggio. Il percorso richiede comunque molta attenzione perché un errore potrebbe costringerci a percorrere molta strada in più. Le spalle sono un po' dolenti ma si stanno riabituando al peso.
... Siamo comunque in forma e desiderosi di andare avanti.
Un abbraccio a tutti.
Paola e Andrea
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