giovedì 9 agosto 2012

Via Francigena Svizzera

Paola alla frontiera con uno zaino pieno degli euro del TFR di Andrea
Steso un pietoso velo sui costi sopportati per l'attraversamento della Svizzera, occorre dire che il percorso è veramente bello e strutturato in modo che i pellegrini abbiano pochi punti di contatto con le automobili. Ciò rende il cammino sicuro e tranquillo.
Cascate formate da un torrente

Valli castelli e montagne
 Dalle pianure della Francia si passa gradualmente ad un paesaggio che diventa sempre più montano, anche se gran parte del cammino si sviluppa lungo la valle del Rodano.
Camminando lungo il Rodano
Gli svizzeri poi sono perfezionisti e i torrenti non si guadano (come è successo in Italia) ma si attraversano su ponti in legno sicuri e ben inseriti nell'ambiente.
Paola mentre attraversa un torrente
Anche in Svizzera il tempo non è stato particolarmente soleggiato e il lago di Losanna (o di Ginevra) ci ha accolto tutto immerso nelle nubi.
Il lago di Losanna
Sembrava che il sole fosse stato tenuto in serbo per il giorno della salita al colle del Gran S. Bernardo. Durante questa tappa abbiamo camminato su un tappeto fiorito di primule, anemoni, genziane, orchidee, e tante altre specie che non ricordiamo e la fatica della salita si stemperava al calore di un sole finalmente brillante.
Fiori e abeti

La sommità del Gran S. Bernardo
Era il 23 giungo e la gioia di aver completato la parte "straniera" ci rendeva particolarmente euforici: eravamo a metà percorso e sapevamo che la strada ancora da percorrere sarebbe stata sicuramente "in discesa".
Italia stiamo arrivando!





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