domenica 15 giugno 2014

St-Benoit-sur Loire

Carissimi
Dopo 2 giorni di pace abbandoniamo il convento e suor Marie Genevieve con la promessa di incontrarci ancora, magari a Verona. Stavolta per uscire dalla periferia di Orleans e per riprendere il cammino lungo la Loira, prendiamo un bus, anzi 2, meglio 3. Su due possiamo viaggiare con un biglietto solo, per il terzo ne comperiamo un altro. Decidiamo questo alla fermata del bus, guardando i percorsi e confrontandoli con il nostro cammino. Questa soluzione ci risparmia circa 8 km e due ore di percorso.

Lungo la Loira

Oggi tutto il cammino si svolge lungo la Loira: ci rechiamo a St.Benoit sur Loire, ospiti di un monastero benedettino. Il frate "hotellier" ci raccomanda di arrivare prima della 16. La cosa è possibile in virtù delle ore risparmiate. Cosa abbiano da fare i frati nel frattempo non ci è dato di sapere.
L'accoglienza è sorridente e funzionale ma spiccia. Non avremo altri contatti con il frate hotellier. La chiesa è molto bella. Dalle linee semplici e austere anche se denunciano una sovrapposizione di stili dovuti a rifacimenti e ampliamenti.
Nella cripta è conservata un'urna con le spoglie di S Benedetto "provenienti" da Montecassino. Perchè siano qui non lo so spiegare. (Ah! I francesi). Anche l'esperienza dei vespri cantati da un coro maschile è molto significativa.
Per la cena ci dobbiamo arrabattare con quello che passa paese: un ristorantino caro ma appena sufficiente nel pasto. Domani ancora Loira.

Il sole in fronte
la Loira di lato
il vento in faccia.

Un abbraccio

Orleans 2

Carissimi,

Giusto riposo
nell'immenso silenzio
d'un verde parco"

Con questo haiku caratterizziamo la giornata di sosta che ci siamo concessi per recuperare le forze e visitare Orleans.
Cattedrale di Orleans
Ci voleva proprio questa interruzione nel ritmo delle giornate ed abbiamo trovato il tempo e il luogo adatti.
Il tempo che si è messo al bello ci ha permesso di passeggiare (!!!) per le vie della cittadina della famosa "pulzella" alla quale hanno voluto un bene così caloroso che poi han finito per bruciarla. È anche vero che 25 anni dopo il rogo è stata riabilitata e proclamata santa ma non credo che lei fosse molto d'accordo di morire a 19 anni.
Una cosa che non sapevamo era che il Signore le aveva indicato la sua missione attraverso l'arcangelo Michele. Come vedete S. Michele è sempre lungo il nostro cammino.
Anche il luogo del nostro riposo ha dell'incantevole: siamo ospiti delle Suore di St. Jean immersi in un parco silenzioso e tranquillo che ci ha permesso un numero di ore di sonno superiore al.normale. Non siamo nel lusso: la camera è più che spartana e stretta, e non esistono distrazioni (TV, Internet, ecc.). Bagno e doccia sono comuni ma per oggi siamo soli. Domani sera arrivano (in pullman) pellegrini americani, ma noi saremo lontani.

Un abbraccio a tutti.

Orleans 1

Carissimi,
dopo 3 giorni di silenzio torniamo alla normalità.
Tre giorni di conventi dove la connessione non era prevista nell'alloggio. Ma andiamo con ordine.

12 giugno 2014: giornata di "trasferimento" verso Orleans. In effetti la campagna attraversata è la prosecuzione di quella di ieri e siamo costretti a compiere lunghi giri per aggirare queste immense coltivazioni ed evitare le strade di traffico.
Paola nella immensa campagna
La nota positiva è data da Sofia che ci offre un passaggio sulla sua auto e ci fa risparmiare circa 8 km (2 ore). I km effettivi che percorreremo a piedi saranno alla fine "solo" 36 anche perché il convento che ci ospita è fuori città di almeno 4 km e non siamo in grado di individuare il bus che può portarci a destinazione.
Arriviamo stanchi e accaldati ma ci accorgiamo subito di essere giunti in un'oasi di pace. La suora che ci accoglie conosce l'italiano e vuole parlarlo per tenerlo vivo. È stata a Roma per alcuni anni e ci confessa candidamente che questa città le manca molto.
Domani riposo e visita culturale. Un abbraccio.
E l'haiku? Eccolo!

Due pellegrini
su zigzaganti tracce
vagano soli

 Il solito abbraccio

mercoledì 11 giugno 2014

Tournoisis

Carissimi,
Finalmente una giornata senza pioggia, grigia il mattino, assolata durante il pomeriggio. Abbiamo attraversato una immensa pianura tra Chateudun e Tournoisis tutta coltivata in modo estensivo a grano,orzo, segala, colza, piselli, coste, rape o barbabietole, patate, ecc.


Tappa relativamente corta e senza problemi se si eccettua il fatto che non siamo riusciti a percorrere il tracciato dell'antica via romana. Abbiamo chiesto più volte ma era sempre oltre, un po' più in là, comunque annegata nell'erba o nelle coltivazioni. Tutti dimostravano di sapere che c'era ma forse nessuno si era mai curato di cercarla.
Un anziano che si è fermato a parlare con noi ci ha definiti eredi di quei colonizzatori: forse nella loro "grandeur" i francesi fanno fatica ad ammettere che qualcuno abbia potuto insegnar loro qualche cosa!
Ma questa difficoltà di individuare un percorso chiaro e lineare in alternativa a quello ipotizzato ci ha portato a fomulare l'haiku di giornata:

Unica meta
differenti le strade:
scelta da farsi.

La sera è trascorsa con l'amico francese che abbiamo conosciuto su internet e che ci ha fornito le indicazioni per questo cammino.
Domani Orleans.

Buona notte a tutti perché qui si è fatto tardi: a presto.

martedì 10 giugno 2014

Chateaudun

Carissimi,
I boschi hanno lasciato il segno: Andrea si è beccato 4 zecche! Zecche francesi piccole e chiare di pelle, più scadenti rispetto a quelle lessiniche.
I temporali hanno imperversato per tutta la notte. Noi eravamo anche contenti perché speravamo che la pioggia finisse e ritornasse il sole. Eravamo al coperto e ben accampati perché più che una camera sembrava magazzino di "ratatouille" (vedi foto)

La nostra stanza a La-Bazouche-Gouet
La mattina era ancora uggiosa, ma la signora che gestiva l'ospitalità ci ha assicurato che non ci sarebbero stati fenomeni piovosi. Mai previsione fu tanto falsa: la pioggia ci ha accompagnati fino alle 14 obbigandoci a soste forzate e a condividere coi gatti spazi promiscui.
L'haiku diventa allora:

L'umidità è
alle stelle. Su noi
funghi e muffa.

Solo al nostro arrivo e comparso il sole e un sole molto caldo. Speriamo che duri e che ci permetta di asciugare i nostri vestimenti e soprattutto gli scarponi: da quando siamo partiti in ogni tappa abbiamo bagnato gli scarponi.
Statisticamente parlando, adesso dovrebbe toccare al bel tempo, ma di questo vi sapremo dire.

Un caro abbraccio

La-Bazoche-Gouet

Carissimi,
Oggi siamo a Bazoche un posto fuori dal mondo tanto che gli stesso francesi ci chiedono cosa ci andiamo a fare, e noi rispondiamo: "A dormire".
Ma tappa di oggi è stata caratterizzata da due temporaloni: il primo ci ha fregati di 200 m ed è riuscito a bagnarci, il secondo, grandigeno, l'abbiamo battuto sul tempo rifugiandoci in una confortevole fermata del bus con vista sulla chiesa.
Questo fatto ha ispirato il nostro haiku:

Due temporali
con grani di tempesta
Sole nel cuore.

Paola che manca dell'afflato poetico e romantico creato dal temporale mi suggerisce di sustituire la parola "sole" con la parola "bruma" , ma a me pare che vi sia una riduzione di significato.

Paola, come dicevo ieri, al rumore del primo tuono o al bagliore del primo fulmine moltiplica le forze e allunga le gambe (se non ci credete guardate la foto).

Paola Gambalunga
  A tutti il nostro abbraccio!















domenica 8 giugno 2014

Nugent le Rotrou

Carissimi
Siamo arrivati a Nugent le Rotrou, ma anche oggi abbiamo avuto le nostre difficoltà quotidiane.
La tappa di ieri è stata più corta di 8 km per difficoltà nel trovare alloggio. Questi 8 km erano tutti nel bosco che, vista la pioggia mattutina, sarà stato ancora più scivoloso e fangoso di ieri.
Chiediamo quindi al nostro Eric, il simpatico albergatore, se ci può accompagnare in auto alla partena prevista. Accetta con entusiasmo anche per farsi perdonare la mancanza di acqua calda in tutto l'albergo (guasto alla caldaia).
Partiamo da "le Perriere" ed entriamo subito nella foresta demaniale di Belleme. Il bosco è un incanto: profumi, odori, fruscii, trilli, quercie e faggi giganteschi.
Vediamo anche alcuni cerbiatti.
Haiku di giornata:

Nella penombra
un cerbiatto che salta
senza rumore.


A mano a mano che avanziamo il terreno si fa molto più fangoso tanto che Andrea sprofonda in una sorta di sabbia mobile che gli cattura gli scarponi. Sembrava il famoso colosso di Rodi con i piedi di argilla (e argilla era!).
Ecco un secondo haiku:

Nel fango molle
s'affonda l'Andrea e
scalzo rimane.

Alla fine pur apprezzando il bosco siamo contenti di uscirne. Attraversiamo Belleme, conosciamo il parroco che a fine messa saluta i fedeli sulla porta, compriamo del pane per domani (che è il lunedì di Pentecoste) e ci fermiamo a mangiare in un kebab delle insalatone interpretate alla maniera mediterranea. Il percorso rimanente si sviluppa su strade secondarie, molto secondarie, sotto un sole splendente e un caldo afoso. Moltiplichiamo le soste e beviamo come spugne. Ma a questo punto ecco la sorpresa finale: un temporalone minaccioso si avvicina con cattivi propositi e a Paola che teme queste situazioni si allungano le gambe e si moltiplicano le forze. Gli ultimi 4 km li facciamo praticamente di corsa, ma arriviamo asciutti. Evviva! Un abbraccio a tutti